Figure di Luce oltre la Soglia


Emergono in quello spazio dietro lo stato di veglia ma forse oltre il sogno, figure che di umano hanno solo un'incerto confine, figure formate esclusivamente da filamenti, membrane, occhi e bocche dai riflessi biancastri, immerse nel buio di un luogo in cui ogni energia non si consuma ma avvolge forme e corpi i cui confini e la cui vita non è altro che un groviglio di bagliori vibranti come pericolose meduse.


Qui ogni contatto è gioioso o urticante; il conoscere è immediato e ogni essere si plasma continuamente ad ogni esperienza vissuta. Questi "filamenti" si potrebbero definire "nervi scoperti", cioè antenne costantemente ricettive a cambiamenti creativi o distruttivi secondo logiche apparentemente irrazionali o comunque omogenee alla dimensione sottile di cui si tratta. 
L'ambiente assume tonalità nere, (nero lucente) o umbratili, è uno stato d’essere in cui forme sottili crescono e si moltiplicano in senso causale rispetto alla dimensione densa dello stato di veglia. 
Forme luminose prive di strutture fisse ma nutrite da bagliori la cui fonte sarebbe inutile cercare in qualche punto esteriore perché proviene dalla natura stessa di questi esseri. 
La rigida struttura difensiva per le creature provviste di individualità è qui trasformata in chiarore, il pensiero diventa istantanea forma di luce mentre è abolito ogni ristagno di conflitto etico-morale. Solo il “vedere” e “l’essere” permangono in movimenti che si accentuano sul confine dove emerge “lo stato di sogno” fino a quello di veglia, mentre si placa misteriosamente sul versante dello “stato di sonno profondo”. 
Le ho chiamate “Figure di luce* oltre la soglia”, ho in questo modo richiamato “Il guardiano della soglia”, immagine utilizzata da un certo ermetismo per descrivere il sorvegliante di una dimensione il cui ingresso è concesso solo se si attua una spogliazione di sé stessi (non è questione appunto di concetti morali). Solo l¹iniziato a questa tacita disciplina può sperare di entrarvi impunemente. Queste figure oltre la soglia o confine non sono che la la causalità invisibile degli esseri situati nello stato di veglia, alchemicamente si può parlare di ambiente mercuriale o argento vivo. Qui, in effetti, gli esseri si manifestano balenando riflessi argentei, lunari e la loro forma non è mai stabile ma è sottoposta ad un instancabile dinamismo. 
Ciò che in realtà si vuole raffigurare è ciò che è invisibile, è quell’energia omnipervadente che entra ed esce liberamente dagli esseri, coagulandosi e sciogliendosi. E’ il soffio creatore, è la luce che brilla incompresa nelle tenebre. 
Un approccio conoscitivo diverso ma in fondo analogo lo si può avere forse se a livello di psicologia analitica si provano ad utilizzare alcune terminologie junghiane. Direi che l’espressione di “Ombra” può rendere in qualche misura il livello in cui si sviluppano queste figurazioni, anche se quel versante si riversa nel l’universo archetipale stesso: questa dimensione che si definisce come inconscio contiene infatti sia ciò che è radici per l’individualità fino a ciò che è sovrapersonale, è un piano, come si è detto, in cui il bene e il male non hanno quei riscontri etici che affiorano alla coscienza individuale essendo questa una dimensione di pura energia, causale e primitiva, come già si è accennato prima. D’altra parte si potrebbe dire in termini di cromatismo e prendendo in prestito altre terminologie junghiane, che l’io è sospeso con i suoi colori visibili al pari di un’arcobaleno fra le due colonne dell'infrarosso e dell’ultravioletto, il primo come essenza del soma, il corpo e il secondo come psiche o archetipo. 
Dovrò forse tornare a scrivere di questa dimensione, o linea di confine che avanza continuamente sfidando ogni sguardo indagatore del suo limite.

Questa è la cripta al centro del labirinto in cui ognuno si perde ritrovando il “cadavere vivente di se stesso” sorpreso in una continua resurrezione e in una incessante morte.  Due poli che si mescolano e compenetrano  inevitabilmente  affinché il conoscere non abbia mediazioni o duplicità ma sia; avvicinandosi verso il lato del sonno profondo l’angelo ammutolisce e il demone evapora.

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